Mezzanotte e uno

E così è iniziato il conto alla rovescia bene il conto alla rovescia dieci nove otto sette sei cinque quattro tre quella roba lì insomma che mancano pochi secondi manciate di secondi e poi questo anno infernale e bellissimo se ne andrà a fare in culo come tutti gli anni precedenti che se ci pensi bene alla fin fine mandi sempre questi messaggini del cazzo di auguri ma sotto sotto ce l’hai su con l’anno che se ne va sai già che ti mancherà ce l’hai su un po’ con lui perché in fondo in fondo in fondissimo gli hai voluto bene pure a lui che ti ha portato un carico di sfiga ma anche non c’è dubbio giornate di sole già giornate di sole e quelle magari non te le ricordi ma da qualche parte si mettono magari sotto le ciglia e dietro le pupille insomma quest’anno che se ne va lo cantava anche chi non mi ricordo chi la cantava l’anno che se ne va ma no era dalla lucio dalla e cantava l’anno che verrà e alla fine della canzone diceva che l’anno dopo era come l’anno prima che se vai a rileggere le operette morali di leopardi lo trovi già quel discorso lì è il dialogo tra il venditore di almanacchi e il passante e se non è il passante è una cosa del genere beh allora dove eravamo rimasti eravamo al conto alla rovescia già che in quei pochi secondi lì e soprattutto nel minuto dopo il minuto subito dopo che hai gridato buon anno ti guardi intorno non c’è un cazzo da fare ti guardi intorno e mentre ti guardi intorno ti guardi dentro altro che se ti guardi dentro non puoi farne a meno porca di quella troia magari sei andato in brasile in capo al mondo a fare il trenino pur di non guardarti dentro e invece poi eccolo lì quel minuto di merda quel conto alla rovescia dell’anima in cui scorrono scorrono scorrono scorrono scorrono le immagini i volti chi c’è chi non c’è con chi sei con chi non sei chi vorresti accanto e non c’è chi c’è e non lo vorresti accanto chi vorresti accanto e non c’è poi ti volti e vedi le coppie che si baciano ah ah che gioia che allegria buon anno anche a te siamo già nei primi dieci secondi dell’anno nuovo e mi sono già girati i coglioni signore mi scusi signor inverno mi scusi mi potrebbe ridare l’anno passato come non si può guardi che ne farò buon uso glielo posso garantire lo terrò qui in un angolo in un angolino in una cuccia da cocker se non le dispiace cosa vuol dire che non si può ma si guardi intorno anche lei signor inverno guardi che il mondo cammina anzi corre anzi vola anzi precipita qui son tutti già rivolti con lo sguardo in avanti è così che si fa bisogna guardare avanti esercitarsi a sperare trovare l’amore cambiare lavoro guadagnare tanto fare buoni propositi per l’avvenire non stia tanto a farla lunga lei signor inverno mi lascia questo anno appena passato e io me lo tengo stretto tutto per me con tutto il suo dolore e la sua bellezza come dice le fa un certo effetto sentire ‘ste due paroline vicine vicine eppure è così signor inverno ascolti un cretino dolore e bellezza dolore e bellezza vanno a braccetto anzi si tengon per mano un po’ come paura e coraggio ma non stavo dicendo questo stavo dicendo la prego la scongiuro mi lasci quest’anno passato che tanto a sentire quel che si sente in giro non se lo fila nessuno non lo vuole nessuno tutti a dire che anno di merda andrà senza dubbio meglio certo ma figurati ma chi lo mette in dubbio però se voi non avete niente in contrario io mi terrei questo qui me lo terrei tra la mani per qualche ora per qualche giorno insomma per un po’ e me lo riguarderei come un album di fotografie già ingiallite guardalo qui quest’anno dolorante e appena morto guardalo come è stato anche lui come noi gonfio d’amore e carico di speranza e poi ferito di promesse svanite e di desideri sfumati come nuvole un po’ come noi caro anno passato somigli un po’ a tutti noi indolenziti addolorati affranti incantati bambini stanchi ancora affamati e ancora assetati di carezze sì carezze sì alla fin fine quelle vogliamo ci han dato ‘sta cazzo di moneta debole e poi forte e poi ancora debole prima era la lira e adesso è l’euro ma sono le carezze la vera moneta del mondo non stiamo a farla tanto lunga a che punto eravamo arrivati già son passati pochi secondi dopo la mezzanotte e già mi sono girati i coglioni poi m’è venuto da chiedere al signor inverno di regalarmi l’anno passato anziché l’anno venturo e lui ha fatto spallucce ma guardi signor inverno coi baffoni io non sto mica scherzando io lo terrei qui con me lo tratterei con cura perché gli ho voluto bene che mi ha portato tante di quelle lacrime che avercene di lacrime così a un certo punto pensavo che finissero e invece le lacrime sono come le carezze non finiscono mai è difficile da accettare ma è così solo che noi siamo abituati male sa com’è abituati come siamo a comprare e a vendere non facciamo che dire tu cosa mi dai tu cosa mi dai se ti faccio una carezza tu cosa mi dai tu cosa mi dai tu cosa mi dai è difficile è dura la vita di noialtri nessuno lo mette in dubbio eppure a me piace sa cosa le dico mi piace la vita di noi poverini uomini malandati la trovo terribile e bellissima e poi non dimentichi signor inverno i baci posso dirlo i baci sì quelli forse non sono stati tantissimi ma quelli che sono arrivati son bastati per un anno intero non lo posso negare i baci signor inverno sono l’invenzione più dolce che l’uomo si è sognato di inventare almeno io la penso così sì lo so che dovrei sperare nei baci anche per l’anno a venire e infatti ci spero e nemmeno poco ma sa cosa le dico non vorrei che con questa cosa del guardare avanti magari mi capitasse di dimenticare qualche bacio di dimenticarne qualcuno di farlo cadere dal cuore e questo mi dispiacerebbe a dirla tutto vorrei vorrei vorrei che i baci dati e le carezze ricevute e le lacrime piovute stiano tutti qui con me come fratellini di cristallo come figurine di vetro posate sulla pelle ecco ecco ecco questo vorrei e invece lei signor inverno è spietato e ha preso l’anno passato e l’ha spazzato via con un colpo di scopa e spumante tre due uno bum via è arrivato questo qui nuovo nuovo anche se a ben guardarlo mi sembra molto simile a quello vecchio cosa stavamo dicendo già sono passati pochi secondi alla mezzanotte e mi guardo intorno e mi guardo dentro e mi guardo intorno ma non solo a me mi guardo intorno al mondo al mondo al mondo tutto mi viene da pensare chissà perché a un soldato che fa una ronda inutile e cammina avanti e indietro su una frontiera deserta e poi mi viene in mente la luce della casa di riposo vicino a casa mia che dalla finestra si vede la macchinetta delle bibite e magari c’è qualche figlio di o nipote di o amico di che sta prendendo un caffè dopo aver detto buon anno a qualcuno che non gli risponde nemmeno e poi mi viene in mente il casellante ma certo il casellante che ne saranno rimasti due in tutta italia che vede passare le persone un po’ come il signor inverno e poi mi viene in mente senza andar tanto lontano mi basta guardare in questa stanza e vedo tutto quello che c’è da vedere ci sono io che sono solo solo solo e poi là in fondo c’è una donna sola sola sola anche lei noi soli siamo quelli che ci rifugiamo al telefono tra un attimo magari per chiamare la mamma o i figli o un numero a caso pur di non dover mostrare a qualcuno i nostro occhi deboli e spaventati e poi c’è la signora anziana che si commuove e poi ci sono i bambini che giocano anche se è capodanno e non gliene frega niente dei buoni propositi e dei due baci sulla guancia e poi ci sono le coppie certo ci sono le coppie niente di personale nessuno se la prenda questo è un esercizio di immaginazione ma quando guardi le coppie che si baciano non è proprio come al cinema insomma ti viene da chiederti saranno felici saranno felici chissà come si baciano il primo dell’anno se lei cinge le braccia dietro al collo di lui e lo bacia come il primo giorno oppure se quel bacio è usato e quotidiano un po’ come tutto il resto e poi ci sono quelle coppie e chissà quante sono e dove sono che sono come le stelle morte le stelle che continuano a emettere luce per noi terrestri che le ammiriamo e in realtà loro se ne sono andate da un pezzo solo che nessuno lo sa nessuno se ne accorge nemmeno loro se ne accorgono e continuano a buttare nel cielo quel puntino luminoso e loro si illudono e noi ci illudiamo che quella sia una luce e invece non lo è più e poi ci sono le coppie felici mannaggia a loro quante ce n’è in giro mica felici come al cinema no felici normali che poi è la cosa migliore meglio lasciare il cinema a casa sua ma io quello che volevo dire dopo il conto alla rovescia e ‘sto cazzo di primo minuto che sta per finire e il soldato di frontiera e l’anno passato e tutta questa roba che mi è passata per la testa in questo minuto infinito quello che volevo dire o meglio volevo domandare ma tu ma tu ma tu mia adorata dove sei perché non sei qui con me che le devo dire signor inverno se lei si porta via l’anno passato lei rischia di portarsi via anche anche anche ecco ci siamo capiti e poi son dolori il primo dell’anno e non è un gran regalo non è un bel modo per cominciare piangere dopo nemmeno un minuto che siamo al mondo di nuovo siamo al mondo daccapo allora cosa dice se io le lascio cosa le lascio quattro monete un pupazzo di neve sciolto le lascio un naso da pagliaccio tricolore e le lascio una barchetta di carta cosa ne dice lei me lo lascia l’anno passato come dice è ancora troppo poco allora guardi mi voglio rovinare le lascio anche una canzone una canzoncina piccola così che non la sa quasi nessuno gliela canto nell’orecchio e poi le lascio le chiavi di una casa quasi vuota che un amico mi ha prestato per un po’ e poi le lascio cartoline di mare sì cartoline di spiagge diverse e tutte uguali adesso basta non ancora allora guardi le lascio questa pagina le lascio questa fantasia mescolata alla memoria come dice questa pagina appartiene già all’anno nuovo allora guardi non so più cosa fare le lascio un quaderno di appunti un’agenda tenuta benissimo che è la mia e poi un palloncino di mia figlia che non lo usa più è rosso e bellissimo somiglia all’anno passato può sostituirli se vuole si somigliano un casino sa anche il palloncino era gonfio una volta era gonfio rosso di stupore e meraviglia e volava volava volava anche lui si può fare si può fare e così mentre intorno a me si susseguono i baci e i sorrisi di capodanno e auguri e auguri anche a te io mi ritrovo tra le mani in tasca l’anno passato il duemilaeundici l’anno che non vuole nessuno è qui in tasca solo per me e se qualcuno vuole ogni tanto può chiedermelo ce lo riguardiamo insieme quest’anno doloroso e incantevole evviva l’anno vecchio evviva l’anno nuovo adesso può anche arrivare e fare quello che deve fare il primo minuto è andato sfumato volato spazzato siamo già in quelli dopo nelle ore dopo nei pensieri dopo dopo dopo dopo dopo dopo ci pensiamo intanto buon anno buon anno a tutti al mio papà e alla mia mamma a tutti a tutti a tutti a chi so io e a chi sa lei a tutti tutti buon anno buone cose buone lacrime buone carezze tanti baci.